19 giugno 2023
Svegliati di buon mattino, ci siamo diretti verso la nostra prima meta, il World Trade Center. Fuori dal Memorial (il monumento commemorativo costruito dopo gli attentati dell’11 settembre) sono state poste due vasche giganti, dove sorgevano una volta le vecchie torri gemelle. La sensazione che si percepisce è di grande rispetto per una grande tragedia ed un dolore che mai potranno essere cancellati. Sui bordi di queste vasche, rivestiti da lastre in bronzo, sono stati incisi i nomi delle vittime, quasi tremila persone. Ogni giorno è consuetudine lasciare un fiore bianco sul nome della persona che avrebbe compiuto gli anni: noi siamo stati lì il 19 giugno, per cui tutti quelli che erano nati il 19 giugno avevano un fiore.







Abbiamo proseguito con la visita al 9/11 Museum che ci ha impegnato all’incirca 3 ore, e vi posso garantire che non è possibile fare a meno di fermarsi in ogni sala e padiglione che raccontino la storia di questa grande tragedia. Dai resti delle fondamenta delle prime torri, ai documenti storici, alle testimonianze delle persone che sono sopravvissute e l’omaggio a coloro che hanno sacrificato la propria vita per salvare gli altri. Da una sala all’altra si respira un’aria di grande commozione: l’autobotte dei pompieri completamente sciolta, squagliata in un lato dal calore del fuoco, le foto in bacheca delle persone scomparse, le proiezioni di filmati, di immagini delle torri gemelle che vanno a fuoco dopo l’esplosione degli aerei. E ancora le riprese delle telecamere di quel fatidico giorno, quando i terroristi passano indisturbati ai controlli in aeroporto, fino alla foto di Bin Laden messa nella lista dell’FBI tra i 10 fuggitivi più ricercati degli anni 2000.
Finita la visita al museo, abbiamo fatto tappa al Burger King per il pranzo e subito dopo siamo andati al Oculus Trasportation Hub, un centro commerciale oltre che un punto nevralgico nei trasporti con la metro che mette in collegamento la città con il World Trade Center, il memoriale dell’11 Settembre e la Freedom Tower, sorto proprio sui resti di un centro commerciale andato distrutto proprio durante l’attentato alle torri gemelle. La forma dell’Oculus è piuttosto inconsueta, a me personalmente ricorda l’apertura delle ali di un uccello in volo.


Da li abbiamo proseguito per la Freedom Tower, l’edificio più alto di New York. La sua altezza, 1,776 piedi (541,3 metri) simboleggia il 1776, l’anno della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti. Situato ai piani 100, 101 e 102 della Freedom Tower si trova l’osservatorio, uno dei più alti al mondo. Da qui si gode di una vista totale che permette di ammirare l’intera città dalla Statua della Libertà a Central Park.


La nostra visita è continuata verso la zona finanziaria più conosciuta di New York; siamo passati davanti alla New York Stock Exchange e non è mancata la foto con il toro di Wall Street (sapete che si dice che toccare i testicoli del toro porti fortuna?). Una curiosità che ho scoperto da poco è che la statua in bronzo è stata realizzata da uno scultore siciliano, un certo Arturo Modica che è venuto a mancare da pochi anni.

Il resto del pomeriggio l’abbiamo passato a camminare per le vie di questa immensa metropoli senza una meta fissa, ma girovagando e liberi di scoprire la città.

























